


Il corso, in formato webinar, complessivamente della durata di nove ore, rientra tra le attività previste dall’accordo quadro per attività di ricerca, formazione e divulgazione scientifica tra il Dipartimento di Ingegneria per l’Ambiente – DIAm dell’Università della Calabria e l’Associazione Geo.Val. Esperti ed è suddiviso in tre distinti moduli.
Il corso sarà tenuto dalla docente Prof.ssa Francesca Salvo – Professore associato di Estimo – Dipartimento Ingegneria dell’Ambiente – Università della Calabria – Componente del C.T.S. Geo.Val. Esperti e dall’Ing. Daniela Tavano – Ingegnere Edile-Architetto, PhD in Ingegneria Civile e Industriale, assegnista di ricerca presso l’Università della Calabria.
Il corso affronterà i seguenti argomenti:
Il corso si propone di fornire ai partecipanti:
Consentirà inoltre l’acquisizione di competenze e di abilità specifiche tra le quali:
Per meglio comprendere le tematiche dal corso sono state formulate alcune domande alla relatrice Prof.ssa Francesca Salvo.
Il costo di costruzione deprezzato dei fabbricati è uno strumento importante nelle valutazioni immobiliari. Nella letteratura e nella pratica estimativa ha ricevuto un’attenzione adeguata oppure è stato spesso trattato in modo più marginale rispetto ad altri approcci?
Direi che è più corretto parlare di minore approfondimento operativo, piuttosto che di vera e propria sottovalutazione scientifica. Il criterio del costo è pienamente riconosciuto nella teoria estimativa e negli standard di valutazione, ma nella pratica professionale ha spesso ricevuto meno attenzione rispetto all’approccio di mercato e a quello reddituale.
Questo dipende anche dal fatto che il costo deprezzato richiede un procedimento articolato: occorre determinare correttamente il costo a nuovo, scegliere tra costo di riproduzione, ricostruzione o sostituzione, analizzare le caratteristiche effettive del bene e stimare separatamente le diverse forme di deprezzamento.
Il problema, quindi, non è la debolezza scientifica del metodo, ma il fatto che la sua applicazione può essere molto più complessa di quanto talvolta appaia nelle prassi semplificate.
Nella pratica professionale il costo di costruzione deprezzato viene talvolta determinato mediante valori unitari o tabelle generiche, non sempre aggiornati o sufficientemente differenziati per tipologia edilizia. Esistono procedure più analitiche e affidabili?
Sì. L’alternativa consiste nel passare da un valore tabellare indistinto a una stima costruita sulle caratteristiche effettive del fabbricato.
Il punto non è soltanto disporre di dati più recenti, ma utilizzare dati coerenti con il tipo di immobile da valutare. Un edificio residenziale, un capannone industriale, una scuola, un ospedale o un immobile specialistico non possono essere trattati con lo stesso costo unitario e con lo stesso schema di deprezzamento.
Una valutazione più precisa richiede quindi di ricostruire il costo a nuovo tenendo conto della tipologia edilizia, della qualità costruttiva, dei materiali, delle tecnologie, delle dimensioni, della localizzazione e della funzione del bene, utilizzando fonti aggiornate e verificabili. Su questa base si procede poi alla stima del deprezzamento, che dovrebbe essere riferito alle reali condizioni fisiche, funzionali ed economiche dell’immobile.
In questo modo il costo deprezzato non è più il risultato dell’applicazione automatica di un coefficiente a un dato tabellare, ma diventa una stima specifica del bene, documentabile e tecnicamente giustificabile.
Il corso propone strumenti e procedure più aggiornati e scientificamente fondati per migliorare l’applicazione del costo di costruzione deprezzato rispetto alle prassi più semplificate oggi diffuse?
Sì. Questo è uno degli obiettivi centrali del corso.
Il corso non intende proporre semplicemente una nuova tabella di costi da sostituire a quelle esistenti, ma fornire un metodo di lavoro più strutturato. In particolare, approfondisce la scelta della corretta configurazione di costo, la determinazione del costo a nuovo, l’individuazione delle fonti informative e l’analisi dei diversi fattori di deprezzamento.
Viene inoltre evidenziata la necessità di adattare il procedimento alle caratteristiche del singolo immobile, distinguendo tra immobili ordinari e immobili speciali, e di verificare sempre il risultato rispetto alla funzione economica del bene, al mercato e allo scopo della valutazione.
L’elemento di maggiore rilievo metodologico consiste quindi nel passaggio da un’applicazione prevalentemente tabellare a una procedura analitica, documentata e coerente con i principi estimativi e con gli standard valutativi, particolarmente utile nei casi in cui i dati di mercato siano insufficienti o il bene presenti caratteristiche specialistiche
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