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Le metodologie Market Oriented e le loro evoluzioni nell’analisi dei dati immobiliari
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Il Codice delle Valutazioni Immobiliari 2025 – Evoluzioni normative e metodologiche e impatti sul processo estimativo

9 Febbraio 2026
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Il “Codice delle Valutazioni Immobiliari – Italian Property Valuation Standard” (edito da Tecnoborsa Scpa), giunto alla sesta edizione, presentata a Roma nel settembre 2025, costituisce dal 2000 l’unico standard italiano di riferimento e offre un impianto strutturato di principi, criteri e metodiche volte alla elaborazione di stime attendibili, replicabili e verificabili.

I saluti istituzionali saranno a cura di:
Geom. Livio Spinelli – Consigliere del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati con delega all’estimo, attività peritali e C.T.U., mediazione, agricoltura e PSR, fiscalità e consulenza immobiliare.
Prof. Franco Pagani – Presidente di Confgiustizia e già Presidente di APE Toscana – Associazione Periti ed Esperti della Toscana, svolge attività di docenza universitaria e formazione specialistica in ambito immobiliare, delle valutazioni e del processo civile.

Il corso sarà tenuto dai docenti:
Prof. Giampiero Bambagioni – Responsabile Scientifico e Autore del Codice delle Valutazioni Immobiliari (edito da Tecnoborsa Scpa), Docente di Economia ed Estimo presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA) dell’Università di Perugia; Componente del C.T.S. Geo.Val. Esperti.
Geom. Matteo Negri – Membro del Consiglio Direttivo Geo.Val. Esperti e Componente del C.T.S. Geo.Val. Esperti – Valutatore immobiliare indipendente.

Il corso, in formato webinar, si terrà il 17 febbraio 2026 dalle ore 17:00 alle 19:15 e analizza quali siano le evoluzioni normative e metodologiche e gli impatti sul processo estimativo degli immobili riportati nella sesta edizione del Codice delle Valutazioni Immobiliari = Italian Property Valuation Standard (edito da Tecnoborsa Scpa).

Nel corso del webinar verranno richiamate le tematiche salienti della nuova edizione, profondamente innovata, concepita come strumento operativo avanzato, che integra le specifiche disposizioni legislative (in particolare quelle attinenti al credito ipotecario e alle procedure esecutive e alla fattibilità dei progetti di trasformazione urbana ai sensi del Codice dei contratti pubblici) e i principi contenuti negli standard internazionali (IVS – International Valuation Standards ed EVS – European Valuation Satandards) al fine di rendere normativamente rispondenti e scientificamente intelligibili i processi estimativi degli immobili.

Il webinar presenta inoltre alcune delle principiali evoluzioni metodologiche indicate dal Codice delle Valutazioni Immobiliari e dei conseguenti impatti applicativi, offrendo a professionisti, banche e investitori degli esempi finalizzati a tradurre il rigore scientifico del Codice in prassi valutative solide, allineate alle leggi vigenti e alle migliori pratiche professionali.

Il corso approfondisce inoltre gli aggiornamenti metodologici introdotti dal nuovo Codice delle Valutazioni Immobiliari con particolare attenzione ai metodi di determinazione del “property value” ovvero il “valore prudenziale” previsto dal Regolamento (UE) 2024/1623 che ha modificato il Regolamento (UE) 575/2013, noto come CRR3.

Una parte significativa del webinar sarà dedicata ai fattori ESG, tra cui i rischi climatici e ambientali di cui la normativa bancaria prevede l’analisi delle caratteristiche dell’asset ai fini della identificazione della resilienza e dell’efficienza energetica previa rilevazione delle caratteristiche e dei dati necessari per una valutazione completa, tracciabile e verificabile.

Il percorso didattico comprende anche un focus sui capitoli del Codice dedicati al Real Estate Risk Assessment e al Rating ESG, che implica un approccio strutturato che consente di rilevare, classificare e valutare i rischi associati agli immobili integrando gli aspetti normativi, tecnici, ambientali, economici e di mercato.

La partecipazione al webinar consente al corsista di accrescere le relative competenze avanzate e nel contempo necessarie, immediatamente spendibili nella pratica valutativa, rafforzando sia la qualità tecnica delle stime, sia la necessità di elaborare un rapporto di valutazione idoneo a rispondere alle attuali esigenze normative e di mercato.

Il corso offre anche gli strumenti per interpretare in modo approfondito gli aggiornamenti maggiormente rilevanti del Codice delle Valutazioni Immobiliari per applicarli con consapevolezza, ai fini della determinazione del “property value” attraverso criteri scientificamente rigorosi, trasparenti, ottenendo valutazioni documentate, difendibili e coerenti con le normative e gli standard di riferimento.

Il webinar fornisce metodi e strumenti per raccogliere, verificare e analizzare i dati immobiliari e le caratteristiche ESG in modo sistematico, così da garantire valutazioni complete, tracciabili e replicabili.

Il professionista valutatore potrà acquisire, inoltre, conoscenze utili per integrare i fattori ESG all’interno del processo estimativo, comprendendo come i rischi ambientali, sociali e di governance influenzino il valore degli immobili. Ne deriva una maggiore capacità di operare con criteri oggettivi, di rispondere alle richieste del settore finanziario e di posizionarsi come interlocutore competente in un contesto professionale in rapida evoluzione.

 


 

Per meglio comprendere le tematiche proposte del corso sono state formulate alcune domande ai relatori.

Il Codice delle Valutazioni Immobiliari, giunto alla sesta edizione, costituisce da oltre 25 anni lo standard nazionale; quale è l’importanza di questo testo di particolare unicità per i valutatori immobiliari e quali sono le ricadute per il Sistema Italia e per lo sviluppo del nostro Paese?

Dott. Prof. Giampiero Bambagioni: Il Codice, sin dalla prima edizione del 2000, costituisce lo “standard nazionale” per una serie di ragioni oggettive:

a. integra le metodiche valutative con il quadro giuridico-normativo nazionale e dell’UE, di fatto ineludibile per la maggior parte delle perizie richieste dalla committenza, in particolare per quelle necessarie per il mondo bancario/finanziario, giudiziale, previdenziale e istituzionale;

b. armonizza i principi valutativi internazionali (costituiti dagli standard IVS e EVS) – necessariamente molto alti e generalisti, poiché finalizzati a essere applicati in giurisdizioni sovente molto diverse, si pensi, a esempio, ai Paesi all’Est Europa rispetto a quelli dell’Unione Europea – con le metodiche valutative radicate nella tradizione nazionale;

c. identifica e fornisce criteri applicativi cui devono prestare attenzione i valutatori, nelle diverse asset class, tra questi rischi fisici e ambientali e, più in generale, i fattori ESG, la valutazione economica dei progetti, le procedure esecutive, ecc.;

d. identifica le competenze specialistiche richieste al valutatore, nonché i dataset istituzionali liberamente fruibili, ovvero i criteri appropriati per misurare la qualità dei dati, le modalità di declinazione delle moderne tecnologie in grado di supportare la professione del valutatore (intelligenza artificiale, AI), ecc..

Considerando che l’efficienza e la trasparenza dei mercati costituiscono un fattore essenziale per la competitività, il Codice delle Valutazioni Immobiliari supporta il conseguimento di tali obiettivi in quanto, tra l’altro:

i. costituisce uno strumento idoneo a supportare l’efficienza del settore credito in quanto favorisce la corretta determinazione del “property value” (o valore prudenziale) ai fini del LTV;

ii. promuove l’appropriata e intelligibile valutazione degli immobili a beneficio degli investitori, dell’efficienza delle procedure esecutive, delle imprese e dei privati; peraltro, molti Tribunali italiani indicano il Codice delle Valutazioni Immobiliari quale standard di riferimento ai fini della redazione delle perizie da parte dei C.T.U. ovvero dei periti estimatori;

iii. identifica le metodiche necessarie per valutare la sostenibilità finanziaria e la fattibilità dei progetti di trasformazione urbana;

iv. identifica le metodiche valutative appropriate per la stima degli immobili agricoli e agroindustriali, nonché per la valutazione, in funzione dell’assicurazione, degli immobili esposti a rischi catastrofali e rischi ESG.

 


 

La recente edizione del Codice delle Valutazioni Immobiliari introduce un’attenzione crescente ai fattori ESG (Environmental, Social, Governance); come cambierà il concetto stesso di ‘valore’ immobiliare quando gli indicatori di sostenibilità diventeranno misurabili, certificabili e comparabili tra asset diversi?

Dott. Geom. Matteo Negri: La vera novità non è soltanto l’inserimento dei fattori ESG nel processo estimativo, ma il fatto che questi fattori stanno diventando metriche tecniche e non più elementi narrativi.

Quando la sostenibilità diventa misurabile – attraverso indicatori energetici, performance ambientali, resilienza climatica e sismica, governance manutentiva e qualità sociale dell’immobile – il concetto di valore si sposta da una fotografia statica a una proiezione dinamica della capacità dell’asset di mantenere utilità, liquidità e attrattività nel tempo.

Il nuovo Codice delle Valutazioni Immobiliari recepisce pienamente questa evoluzione e non chiede al valutatore semplicemente di “commentare” i fattori ESG, ma di integrarli in modo strutturato nell’analisi del rischio, nella vita utile, nei costi operativi (CapEx) e nella capacità dell’immobile di rimanere fruibile e conforme a normative sempre più stringenti. In altre parole, i fattori ESG diventano un driver di obsolescenza tecnica e regolatoria.

Questo aspetto cambia radicalmente il lavoro del valutatore: non è più sufficiente stimare il valore attuale, ma occorre anticipare, per quanto difficile, il valore futuro.

Gli immobili non sostenibili non sono semplicemente meno appetibili: sono asset esposti a svalutazione accelerata. Al contrario, gli immobili con performance ESG certificate diventano veri strumenti di mitigazione del rischio per banche, investitori, pubbliche amministrazioni e, più in generale, per tutti gli stakeholder del real estate.

In conclusione, i fattori ESG non sono un’aggiunta etica, ma sono un nuovo linguaggio tecnico del valore e chi non integra questi fattori nei processi estimativi rischia di produrre valutazioni incomplete, non allineate al mercato e difficilmente difendibili in sede regolatoria.

 


 

Gli standard di valutazione internazionali e quelli nazionali, ben interpretati dal Codice delle Valutazioni Immobiliari, non hanno ancora trovato piena diffusione nei tribunali italiani tra giudici e C.T.U.; in merito quale è lo stato dell’arte tra gli iscritti di Ape Toscana, Associazione dei Periti ed Esperti del Tribunale?

Dott. Prof. Franco Pagani: Gli standard internazionali (IVS, EVS), il Codice delle Valutazioni Immobiliari, il Red Book RICS, le Linee guida per la valutazione degli immobili a garanzia delle esposizioni creditizie (promosse dall’ABI) il delineano oggi un quadro articolato di riferimenti metodologici e rappresentano un riferimento tecnico consolidato sul piano scientifico e normativo; la loro integrazione nella prassi giudiziaria italiana è però ancora disomogenea.

Tra gli iscritti di APE Toscana si riscontra un livello di attenzione e preparazione mediamente molto elevato. L’Associazione ha promosso negli anni un percorso orientato alla redazione di rapporti estimativi strutturati, fondati su criteri di trasparenza, verificabilità e coerenza metodologica, in linea con il Codice delle Valutazioni Immobiliari e con le più recenti evoluzioni normative, anche europee.

Permangono tuttavia differenze applicative tra i diversi uffici giudiziari: non sempre il quesito peritale recepisce in modo puntuale l’impianto metodologico aggiornato, né vi è uniformità nella richiesta di analisi strutturate dei rischi, del market value sostenibile o dei profili ESG, oggi centrali anche nelle procedure esecutive e nel credito ipotecario.

In questo contesto APE Toscana, al pari delle altre associazioni confederate in Confgiustizia, opera con una finalità precisa: elevare le competenze tecniche e deontologiche dei professionisti che intervengono nel contenzioso giudiziario e stragiudiziale. Il consulente tecnico costituisce una colonna portante nell’accertamento dei fatti e nella ricostruzione tecnico-scientifica delle questioni che entrano nel processo; rafforzarne la preparazione significa contribuire alla qualità della decisione giudiziaria e alla corretta gestione delle controversie.

Lo stato dell’arte può dunque definirsi in evoluzione: una parte significativa dei C.T.U. iscritti ad APE Toscana già applica gli standard del Codice delle Valutazioni Immobiliari; il consolidamento definitivo richiede formazione continua, dialogo con la magistratura e progressivo adeguamento dei modelli di incarico. In tale prospettiva, iniziative di approfondimento dedicate alla nuova edizione 2025 del Codice rappresentano un importante momento di allineamento metodologico e di supporto operativo.

 


 

QUI il link per scaricare la locandina del webinar.

QUI il link dell’iscrizione per i soci Geo.Val. Esperti e QUI quello per i soci collettivi Geo.Val.Esperti

QUI il link dell’iscrizione per i soci APE Toscana.

QUI il link per i liberi professionisti e per i collegi e società tra professionisti che non sono ancora iscritti a Geo.Val. Esperti.

 


 

PER INFORMAZIONI
Email a: corsi@geoval.it

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